L’ IMPORTANZA DELL’OIL PULLING

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Non so voi, ma quante volte vi è capitato di alzarvi da letto la mattina, con la bocca un po’ impastata e con la voglia di correre in bagno a lavarsi subito i denti! Ammetto che io avevo questa abitudine ogni mattina e successivamente alla colazione li lavavo ancora.

Qualche anno fa, incontrai una carissima amica che non vedevo da un po’ di tempo e mi raccontò dell’oil pulling che lei già da svariati anni praticava e degli ottimi risultati a cui conduce questa pratica quotidiana.

Sembra una cosa un po’ bizzarra, ma ammetto che se ne trae davvero dei benefici, basta avere la costanza ed un po’ di tempo da dedicargli.

L’oil pulling consiste nel tenere in bocca per 15 minuti circa, olio di cocco o olio di sesamo bio e macinato a freddo, la mattina appena alzati, a digiuno, facendo degli sciacqui.
La grande quantità di tossine che l’organismo tenta di eliminare nelle ore notturne, si concentrano nella lingua, nei denti e nella bocca in generale e l’oil pulling serve proprio a neutralizzare tutto questo.

L’oil pulling è di grande aiuto anche per ciò che concerne la disintossicazione di tutto l’organismo, aiuta inoltre a prevenire carie, gengiviti, allevia mal di testa e i sintomi dell’asma, aiuta inoltre a corregge gli squilibri ormonali, problemi gastrointestinali…..e quant’altro.

Io di solito utilizzo l’olio di cocco, perché ha un’ottima fragranza e pertanto mi lascia un buon sapore in bocca, poi sputo il liquido con le tossine nel wc. Ricordatevi di farlo sempre!!

I benefici che ho riscontrato personalmente sono meno infiammazioni gengivali e denti bianchi. Riportando l’esperienza della mia amica lei ha ridotto notevolmente i problemi di carie a cui era spesso soggetta e quei noiosi problemi di insonnia che si portava dietro da qualche anno.

Buon oil pulling a tutti!!!

ARGENTO COLLOIDALE – ANTIBIOTICO NATURALE

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Avete mai sentito parlare dell’ Argento Colloidale?

Ho conosciuto questo antibiotico circa 10 anni fa, avevo un forte mal di gola e volevo aggiungere qualcosa di naturale alle tisane che già prendevo. Ho deciso subito di testarlo e ne sono rimasta entusiasta.

Si tratta di un potente antibiotico naturale, efficace contro 650 fra germi, funghi e virus patogeni. Aiuta a ridurre le infiammazioni e favorisce la stimolazione della ricrescita dei tessuti danneggiati. È un rimedio contro le infezioni e favorisce un rapido risanamento. Aiuta a rinforzare le naturali difese del corpo (quando preso giornalmente). Non si conoscono effetti collaterali o tossicità, nemmeno su animali e piante. Può essere preso sia internamente che per uso esterno.

Sotto riportati alcuni dei molteplici usi dell’argento colloidale:

  • Si può spruzzare sulle bruciature, poichè ne velocizza la guarigione ed evita la formazione di cicatrici.
  • Sterilizza in modo sicuro qualsiasi oggetto, dallo spazzolino da denti ai giochi dei bambini.
  • Per uso topico su tagli, ferite, abrasioni, eczemi.
  • Può essere aggiunto nelle conserve e altri prodotti preparati in casa.
  • Può essere usato come l’acqua ossigenata su acne e simili.
  • Si può spruzzare nelle scarpe e tra le dita per eliminare pruriti, arrossamenti, funghi ecc…
  • Può essere aggiunto nei colluttori, nelle irrigazioni del colon, negli spray nasali e nelle soluzioni per il lavaggio dei denti.
  • Riduce in modo drastico raffreddori, influenze, pruriti, verruche e alcuni porri svaniscono.
  • Può essere usato esternamente in caso di funghi con bastoncino di cotone direttamente sulle unghie, e nelle orecchie.
  • Neutralizza le carie e l’alito cattivo.
  • Qualche goccia sui cerotti abbrevia i tempi di guarigione.
  • Riduce mal di denti, afte e irritazioni batteriche. Vi si possono lasciare in immersione anche le dentiere.
  • Arresta le muffe e il marciume del legno.
  • Si può spruzzare sulle marmellate, confetture, e condimenti prima di chiudere i barattoli.
  • Si può aggiungerne in piccole quantità nell’acqua per gli animali, e nell’acqua dei fiori.
  • Arresta i funghi sgraditi, le muffe ed elimina i microrganismi indesiderati nella terra delle piante e nei sistemi idroponici.
  • Spruzzato sulle foglie delle piante può evitare le muffe, i funghi, il marciume e la maggior parte delle malattie delle piante stesse.
  • Si può usare per trattare piscine, fontane, umidificatori, jacuzzi, vasche, lavastoviglie, acqua di refrigerazione, docce e tappetini di palestre.
  • Si può usare per sciacquare la frutta e le verdure prima dell’uso o della conservazione.
  • Si può mettere nell’acqua per cucinare.
  • Messo nello shampoo, anche quello per gli animali, diventa disinfettante.
  • Evita la formazione di macchie da muffa su tappeti, moquette e carta da parati.
  • Si può passare sulla cornetta del telefono, bocchini della pipa, cuffie, apparecchi acustici, occhiali, pettini.
  • Eccellente su pannolini e arrossamenti.
  • Si può passare sulle tavolette per il bagno, i WC, le mattonelle, i lavandini, i pavimenti, gli orinatoi, le maniglie delle porte.
  • Elimina i cattivi odori.
  • Può essere usato per sciacquare le federe, le lenzuola, gli asciugamani e i copriletto dei malati.
  • Può essere utilizzato in viaggio o in campeggio, aggiungendo un po’ di argento nel caso in cui non siamo sicuri che l’acqua sia potabile.

Ci sono altre migliaia di possibili usi essenziali per questo potente disinfettante atossico, senza odore, senza sapore, senza colore e completamente tutto benigno. Averne una buona scorta in casa è sempre buona norma.

LA CRESCITA DEI CAPELLI BIANCHI E L’ALIMENTAZIONE

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I primi capelli bianchi mi sono comparsi da poco, all’incirca verso i 30 anni, pertanto posso reputarmi piuttosto fortunata. I capelli bianchi non sono solo una questione di estetica, specialmente quando appaiono prematuramente, ma è il linguaggio che usa il nostro corpo per avvisarci che qualcosa non va. In questo caso specifico, ad esempio, ci indica un accumulo di tossine nell’area celebrale.

Carenza di rame:
un deficit di rame contribuisce alla comparsa prematura dei capelli bianchi, motivo per cui dovremmo consumare quotidianamente alimenti ricchi di questo minerale, come ad esempio:

Frutta secca
Avena
Riso integrale
Legumi
Champignon
Cacao
Patate dolci

Il rame è importante per la produzione della melanina che è un pigmento che dà il colore ai capelli.

Eccesso di sale:
un altro fattore che influisce sulla comparsa dei capelli bianchi è il consumo eccessivo di sale e di alimenti salati. Vi consiglio di evitare il sale da tavola, gli alimenti precotti (che come sappiamo non fanno male solo per la questione dei capelli bianchi), le patatine fritte e i formaggi.

Quando parlo del “sale da tavola”, mi riferisco principalmente al sale bianco, in quanto è un sale raffinato che contiene solo cloruro di sodio,e fa malissimo al nostro organismo. Sarebbe più più salutare scegliere altri tipi di sale, come il sale di miniera (es. sale dell’Himalaya) o il sale marino, ricchi di minerali e di oligoelementi.

Il fegato e la cistifellea

Leggendo alcuni libri sulla medicina tradizionale cinese in merito, viene evidenziato che il meridiano del capello coincide con quello del fegato, motivo per cui se abbiamo un qualsiasi problema ai capelli dovremmo controllare anche questo organo. Il fegato e la cistifellea si sovraccaricano molto facilmente attraverso una cattiva alimentazione e le emozioni negative, l’ira in particolare.

Sono tre gli alimenti per eccellenza che aiutano a prevenire i capelli bianchi, aiutando il fegato, in questo caso:

1) succo di prezzemolo, che può essere  unito a del succo di mela per migliorarne il sapore;
2) germogli alfa alfa, che possono essere comprati già pronti o farli germogliare in un recipiente umido, senza acqua, per diversi giorni;
3) carote, preferibilmente crude.

Massaggio per la tensione
Lo sapevate che accumuliamo tensione anche sulla testa? Gli stessi tipi di tensione che interessano la muscolatura possono interessare anche il cuoio capelluto. Per evitare di accumulare tensione, massaggiate ogni giorno il cuoio capelluto creando piccoli cerchi, sfiorandolo più che premendovi. Nel giro di qualche minuto noterete una maggiore flessibilità oltre a una piacevole sensazione di solleticamento.

Riflessologia manuale
Un altro esercizio sorprendente per favorire la prevenzione dei capelli bianchi e il recupero del colore ha a che fare con la zona riflessa dei capelli nelle mani, situata nelle unghie. Unite tra di loro le unghie delle mani, ad eccezione del pollice, e sfregatele per qualche minuto. Una volta terminato il massaggio, noterete un formicolio alle unghie. Dovete fare questo esercizio per parecchi mesi prima di notare dei risultati.

Personalmente posso affermare che cambiando alimentazione, concentrandomi sul cibo crudo, la crescita dei capelli bianchi si è ridotta. Non so, se per tutti può funzionare, ma credo che tentare valga la pena, non si corre nessun rischio. 😉

PROPRIETA’ BENEFICHE DEI SEMI DI PAPAYA

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Adoro questo frutto esotico, di un caldissimo color arancio e con dei pistilli color bronzo. La natura ci regala così tanti colori, tante prelibatezze, per poter così rendere felici i nostri palati.

Parlando della papaya possiamo dire che è rappresenta un frutto esotico, ricco di proprietà benefiche e nutrizionali, infatti contiene un alto contenuto di fibra, calcio, ferro, papaina, tiamina, niacina e vitamine.

Ma parliamo della proprietà benefiche che contengono i semi di questo dolcissimo frutto tropicale, perchè si possono consumare anche i semi della papaya, buttarli sarebbe davvero un grandissimo spreco.

Iniziamo ad elencare alcune proprietà:

  • Proteggono i reni

Secondo gli studiosi, una regolare assunzione di semi di papaya può aiutare a prevenire i problemi di insufficienza renale; consigliano di masticare 7 semi di papaya 7 volte al giorno.

  • Aiutano a depurare il fegato

Gli esperti consigliamo l’assunzione dei semi di papaya per depurare il fegato e li ritengono dei grandi alleati, soprattutto in caso di cirrosi epatica. Basta pestare 5 semi di papaya, aggiungere un cucchiaio di succo di limone e bere questo composto 2 volte al giorno per un mese.

  • Migliorano la salute intestinale

Grazie all’alto contenuto di enzimi antiparassitari, i semi di papaya possono migliorare la salute dell’intestino grazie alla presenza di un alcaloide antielmintico chiamato carpaina, che ha la capacità di eliminare i parassiti intestinali. Basta far essiccare i semi e poi tritarli. In seguito, diluire un cucchiaino della polvere ottenuta in un po’ d’acqua e fare bollire. A discrezione, potete aggiungere del miele. Gli esperti consigliano l’assunzine di questo composto dalle 2 alle 3 volte al giorno.

  • Proteggono l’apparato digerente

I semi di papaya hanno anche potenti proprietà antibatteriche ed antinfiammatorie in grado di miglioare la salute dell’apparato digerente. Diversi studi hanno riscontrato che i semi di papaya combattono la salmonella e lo stafilococco. In questo caso, raccomandano di consumare 7 semi di papaya 3 volte al giorno.

  • Assorbono i grassi e gli zuccheri in eccesso

Sempre a detta degli esperti, i semi di papaya hanno anche un effetto brucia-grassi nell’organismo; hanno la capacità di impedire che il corpo assorba grassi e zuccheri in eccesso, accelerando il processo di digestione.

Vi lascio con due consigli su come poter utilizzare i semi di papaya. Avendoli testati, posso dire che sono davvero ottimi mangiati con un cucchiaio di miele, che tra l’altro pare sia un ottimo trattamento per i parassiti intestinali, oppure anche come sostituto al pepe. Pertanto in quest’ultimo caso potete schiacciarli, oppure lasciarli interi e crearci un condimento per la pasta e per le vostre insalate.

La natura pensa proprio a tutto!

LA VERITA’ SULLE CARAMELLE GOMMOSE E GELATINE

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Purtroppo non vengono resi noti gli ingredienti di molti prodotti che finiscono sulle nostre tavole, sopratutto se si tratta di prodotti alimentari che perlopiù mangiano i nostri bambini. Ma come può essere possibile che vengano studiati per i bambini, prodotti che di salubre, non hanno davvero niente?! Dobbiamo renderci conto che l’industria alimentare ci propina un pò di tutto, giocando sulla scarsa conoscenza da parte della maggior parte delle persone, circa la provenienza e l’utilizzo di materiali per realizzare quel determinato alimento.

Pensate che le gelatine alimentari, si ottengono per idrolisi dal collagene, una proteina che rappresenta il componente principale del tessuto connettivo animale (TENDINI, LEGAMENTI, OSSA, CARTILAGINI), solo l’idea mi rabbrividisce!

La gelatina alimentare si ottiene perlopiù dalla pelle del maiale, o di altri animali di allevamento. Usi non alimentari possono richiedere un procedimento più costoso, in quanto si estrae la gelatina dalle ossa. L’industria negli ultimi anni, si sta spostando verso la gelatina di pesce.

Parlando di gelatina di pesce occorre sottolineare che non è la stessa cosa della colla di pesce! Se vi trovate scritto negli ingredienti “colla di pesce”, sta indicare che all’interno di quell’alimento ci sono tessuti animali!

Questa gelatina animale, ovviamente, non è presente nei prodotti vegani. In questo caso viene sostituita da:

_  gomma di guar, carragenina, cellulosa (o amido), l’Agar-Agar, il Bobin, lo Xantano, le carrube, etc

Importante ricordiamo gli ambiti, in cui viene utilizzata la gelatina animale:

_  nell’uso alimentare, si trova in gelati, yogurt,cioccolatini, dolci, caramelle gommose (per bambini), etc; nel caso di alcuni vini o birre, viene utilizzata per dare un effetto di chiarificazione

_ nell’uso farmaceutico, la possiamo trovare in supposte o pastiglie, spesso la si trova nelle capsule che racchiudono il medicinale

_  pellicole fotografiche, inchiostri, adesivi, etc.

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Sapevate che Haribo, con il jingle “Haribo che bontà, che si gusta ad ogni età” (terribibile come poi rimanga impresso nella mente!!), utilizza sin dall’inizio degli anni ’80, prodotti animali anzichè la gomma arabica, per realizzare ogni tipo di caramella gommosa?!

Scegliamo con cura ciò che arriverà sulla nostra tavola, ne vale la nostra salute e quella dei nostri figli.

AMARO SVEDESE

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Le erbe svedesi sono state portate sotto i riflettori della ribalta da Maria Treben che trovò, dopo la morte del medico svedese e rettore della facoltà di medicina Samst, un suo manoscritto, che la stessa Treben, definì “Molto Antico”. Nel manoscritto si sostiene come alcune erbe svedesi, dosate e miscelate assieme, abbiano sull’organismo umano effetti medicamentosi sorprendenti. La Treben trasferì il sapere del manoscritto nel suo libro “La salute della farmacia del Signore”, divenuto talmente tanto famoso da essere tradotto in 20 lingue diverse. Il libro di Maria Treben propone al lettore un rimedio fitoterapico antico, una miscela di 12 erbe che danno vita al famoso preparato svedese; si tratta di una bevanda liquorosa che sfrutta le proprietà di tutte le piante inserite, capaci di contrastare patologie, anche molto gravi, che possono insorgere nell’organismo umano. L’amaro di erbe svedesi, secondo la tradizione, può essere ingerito oppure applicato localmente sulla zona dolorante: analizziamo le sue proprietà terapeutiche a seconda che venga bevuto o applicato sulla pelle.

Proprietà terapeutiche uso interno
Quando il preparato svedese viene assunto per via orale agisce in maniera efficace contro diverse patologie che interessano l’apparato gastrointestinale o i sintomi influenzali; riesce anche a regolarizzare il ciclo mestruale e a far scomparire i disturbi legati al sonno.

Apparato gastrointestinale
Digestione lenta e pesantezza di stomaco: chi ha difficoltà a digerire, o ha una sensazione di pesantezza di stomaco dopo i pasti principali, può assumerne 1 cucchiaino in mezzo bicchiere di acqua tiepida o tisana.

Acidità di stomaco: se durante la digestione si presenta l’acidità di stomaco, si può bere 1 cucchiaino di liquore svedese mescolato in pochissima acqua o tisana (circa 1/4 di bicchiere).

Colite: in caso di coliche, prendere 1 cucchiaio di soluzione svedese per 3 volte al giorno disciolto in 3 dita d’acqua tiepida o tisana.

Stipsi: per combattere l’intestino pigro, è opportuno assumerlo la mattina prima di fare colazione. La posologia consigliata da Maria Treben è di 3 cucchiaia al giorno in 3 dita di acqua tiepida o tisana.

Crampi, gonfiori o dolori addominali: i disturbi all’addome, qualsiasi natura abbiano, possono essere combattuti mescolando 1 cucchiaio e mezzo soluzione ad una tisana calda di finocchio ed anice. Per potenziarne l’effetto si può utilizzare il nostro liquore anche come cataplasma da applicare direttamente sulla zona dolente.

Irregolarità del ciclo mestruale
Per regolarizzare il ciclo mestruale il nostro preparato si deve assumere ogni mattina, prima di fare colazione, a partire dal 14° giorno del ciclo. La posologia indicata da Maria Treben nel suo libro è di 1 cucchiaino non disciolto in acqua. Si dovrà continuare ad assumere il liquore per 14 giorni, ovvero sino alla comparsa del ciclo mestruale. Ripetere la terapia sino alla regolarizzazione ottimale.

Disturbi del sonno
L’insonnia che può essere guarita attraverso l’uso costante di questo liquore, è quella provocata da disfunzioni epatiche o problemi gastrointestinali. In questo caso è sufficiente assumere 1 cucchiaino di amaro svedese disciolto in acqua o tisana, prima d’andare a dormire.

Infezioni da vermi
Le erbe svedesi agiscono da vermicide negli adulti. La posologia corretta è un cucchiaio dopo i pasti ed una prima di andare a dormire, non disciolti in acqua.

Influenza
Quando si è colti dai sintomi da raffreddamento si può utilizzare questo amaro di erbe svedesi per via orale: si dovrà assumere 1 cucchiaio di amaro prima dei pasti principali, 3 volte al giorno, disciolto in acqua tiepida o tisana.

Altri disturbi
Tutti i disturbi descritti all’interno del libro di Maria Treben possono essere affrontati dall’amaro svedese assumendone 3 cucchiaini al giorno diluiti in acqua o tisana; questa è la posologia corretta per contrastare tutte le infezioni all’apparato genitale, come la candida, alle vie urinarie, in particolar modo la cistite, oppure patologie legate al fegato. Come il liquore svedese, è molto efficace in caso di pesantezza di stomaco, disturbi ai reni o al fegato, la soluzione Shoum, anch’essa considerata un rimedio naturale risolutivo.

Prevenzione
Per prevenire i malanni, Maria Treben consiglia l’assunzione di un cucchiaino di soluzione alle erbe svedesi al mattino ed alla sera, non necessariamente diluito in acqua.

Proprietà terapeutiche uso esterno
Il preparato alle erbe svedesi può essere adoperato per combattere diverse affezioni, anche con uso topico; solitamente si utilizza il liquore svedese direttamente sulla parte dolorante per contrastare patologie legate alle vie respiratorie, alle malattie esantematiche che prevedono eruzioni cutanee, ai dolori articolari ed al mal di pancia, così come alle infezioni da vermi nei bambini. E’ efficace anche per combattere i problemi agli occhi, alle orecchie o ai denti, le emorroidi e i dolori al seno durante il ciclo o l’allattamento. Viene utilizzato anche in casi di scottature.

Suffumigi: portare l’acqua ad ebollizione e inserire la quantità di gocce di amaro svedese necessarie. Inalare per almeno 10-15 minuti affinché sia efficace.

Sciacqui del cavo orale o gargarismi: inserire la quantità di gocce necessarie a risolvere il problema in un bicchiere di acqua tiepida.
Viene utilizzato anche nel mal di denti.

Disturbi all’apparato respiratorio
Naso chiuso: per sbloccare il naso chiuso e curare i disturbi da raffreddamento, Maria Treben consiglia di eseguire i suffumigi 2 volte al giorno. La posologia è di 4 cucchiai di amaro svedese in un litro d’acqua: le inalazioni, per avere effetto, devono prolungarsi per almeno 10 minuti.

Tosse: la tosse è solitamente provocata dalla presenza di muco nella laringe o nei bronchi. Per sciogliere il muco e placare la tosse possono essere eseguiti i suffumigi 3 volte al giorno. Per prepararli dovranno essere utilizzati 4 cucchiai di questo liquore in un litro e mezzo di acqua.

Mal di gola: il mal di gola si può debellare con i gargarismi, facendo sciogliere 2 cucchiai di liquore alle erbe in un bicchiere di acqua tiepida. I gargarismi dovranno essere ripetuti 3-4 volte al giorno, o comunque al bisogno.

Mal di testa: applicare il preparato alle erbe con un impacco imbevuto di acqua fredda direttamente sulle tempie. Mantenere la pezzuola sulla fronte per almeno un quarto d’ora.

Sinusite: applicare una garza imbevuta d’amaro direttamente sulla fronte. Contemporaneamente devono essere passate gocce d’amaro su nuca, gola, tempie e polmoni.

Malattie esantematiche ed eruzioni cutanee
Tutte le malattie esantematiche, così come le patologie che prevedono la comparsa di eruzioni cutanee come la psoriasi, possono essere affrontate applicando sulla zona delle gocce di preparato svedese. L’amaro risulta efficace anche se utilizzato su un panno imbevuto.

Dolori articolari
Qualsiasi dolore articolare può essere placato attraverso l’utilizzo di un impacco del preparato svedese, da applicare più volte al giorno al bisogno.

Mal di pancia e dolori addominali
Oltre ad utilizzare l’amaro per via orale, quando si presentano mal di pancia o dolori addominali si possono eseguire impacchi da porre sulla parte dolorante per trovare subito sollievo.

Infezioni da vermi nei bambini
Se le infezioni da vermi negli adulti vengono contrastate con il preparato alle erbe assunto per via orale, nei bambini si ha un ottimo risultato con il suo uso topico. L’impacco deve essere posto sul pancino intorno all’ombelico.

Disturbi agli occhi, alle orecchie, ai denti
I disturbi agli occhi, alle orecchie ed ai denti possono essere affrontate mediante l’uso topico della soluzione. Per gli occhi si dovrà preparare una soluzione composta da 20 gocce di soluzione in un bicchiere d’acqua. Basterà applicare la soluzione sugli occhi mediante un dischetto idrofilo, come quelli che vengono utilizzati comunemente per struccarsi. La soluzione deve essere tenuta sulle palpebre per 20 minuti: l’operazione deve essere ripetuta 2-3 volte al giorno.

Chi soffre di fastidio o dolore alle orecchie, o chi avverte ronzii, può applicarne 3-4 gocce direttamente sul cotone idrofilo ed introdurlo, ovviamente in maniera delicata, nell’orecchio malato.

Per i denti, la soluzione più efficace sembra essere l’esecuzione di gargarismi con un cucchiaino di preparato alle erbe svedesi disciolto in un bicchiere d’acqua. L’operazione deve essere eseguita più volte al giorno sino alla scomparsa del dolore.

Emorroidi
Le emorroidi possono essere debellate applicando direttamente sulla parte poche gocce di soluzione svedese su cotone idrofilo. Questa operazione deve essere eseguita solo una volta al giorno fino alla completa scomparsa.

Dolori al seno
Durante l’allattamento o anche il ciclo mestruale il seno può apparire dolorante e teso: per lenire il dolore si può strofinare la zona con una pezzuola imbevuta in acqua calda, nella quale sono state introdotte alcune gocce di soluzione svedese.

Il preparato svedese non possiede solo delle sorprendenti proprietà mediche, ma può portare ragguardevoli miglioramenti anche a livello estetico. Sono affrontati, ad esempio, in maniera risolutiva i calli e le verruche: basterà utilizzare un po’ di cotone idrofilo imbevuto di soluzione svedese direttamente sulla zona interessata, e ripetere l’operazione per due o tre giorni, fino alla completa scomparsa. Questa soluzione alle erbe ha dimostrato di dare ottimi risultati anche per vellutare le cicatrici e le smagliature. Per risolvere questi inestetismi si possono eseguire dei cataplasmi uno o due volte al giorno, meglio la mattina e la sera, per almeno 2 mesi.

L’amaro svedese originale prevede l’utilizzo di 12 erbe. Ciascuna di esse potenzia il preparato con delle proprietà curative e medicamentose che nell’insieme gli conferiscono la forza guaritrice che chi l’ha già provato gli riconosce. Vediamo quindi nel dettaglio quali sono le piante impiegate nel composto e quali proprietà possiede ciascuna:

Aloe Vera o Aloe Barbadensis: questa pianta, le cui proprietà antibiotiche, antinfiammatorie, immunostimolanti e germicide sono riconosciute da tempo, contiene diversi principi attivi come l’acido cinnamico, gli antrachinoni catartici e i glucomannani.
Cassia Angustifolia o Senna: all’interno del preparato vengono utilizzate le foglie di cassia. Ha proprietà lassative ed è molto efficace nella lotta alle emorroidi: tra i principi attivi ricordiamo i derivati antracenici, ed in particolar modo i sennoidi, ed i derivati naftalenici; è ricca di flavonoidi.
Cinnamonum Canphora: per la realizzazione del preparato si utilizza solo la Cinnamonum Champhora di origine cinese che contiene un’alta percentuale di canfora, che non è il nome della pianta come erroneamente si pensa, bensì il suo principale principio attivo. Ha proprietà anestetiche ed antibatteriche.
Rabarbaro o Rheum Palmatum: si sfruttano solo le radici della pianta che importanti effetti sull’intestino; infatti, se la radice di rabarbaro è assunta in dosi elevate ha potere lassativo, mentre nel caso in cui si ingerisca a piccole dosi ha l’effetto contrario, bloccando episodi di diarrea. Regola inoltre la secrezione gastrica e biliare, migliorando le funzionalità digestive. Tra i principi attivi ricordiamo i flavonoidi, i tannini, l’emodina, la reina, l’aloemodina, e i glicosidi diantroici.
Curcuma Zedoaria o semplicemente Zedoaria: si utilizzano solo le radici di questa pianta dalle proprietà antisettiche ed antiossidanti. Tra i principi attivi si riconoscono i monoterpeni e i curcuminoidi.
Fraxinus Ornus, meglio noto come Manna: ha proprietà coadiuvanti nel mantenimento dell’equilibrio intestinale. Non è una pianta, ma la linfa del frassino. Contiene mannitolo e stachilosio, due zuccheri, e tra i princi attivi spiccano i derivati cumarinici, tra cui il faxoside.
Teriaca Veneziana: non è una pianta, ma una miscela d’erbe dai diversi utilizzi medicamentosi. Tra le erbe solitamente utilizzate per comporre la teriaca veneziana troviamo la genziana, l’anice, la menta, il cardo mariano, la lavanda, la gramigna, il ginepro, l’iperico, la liquirizia e diverse altre.
Angelica Archangelica o Angelica: questa pianta ha proprietà espettoranti, digestive e anti acidità. Contiene ostenolo, ostolo, angelicina, xantossina e tannini.
Commiphora Myrrha o Mirra: stimola la peristalsi e l’eliminazione dei gas intestinali; ha proprietà espettoranti, antispasmodiche ed antibatteriche, tra i principi attivi più importanti si possono ricordare diversi terpeni come il pinene ed il limonene, ma è anche ricca di fenoli, eugenolo, aldeide cuminica, cinnemaldeide, sequiterpenici.
Carlina Vulgarisi o Acaulis o semplicemente Carlina: per il preparato si utilizza solo la radice di questa pianta che ha proprietà diuretiche, digestive e cicatrizzanti, oltre ad avere buoni effetti antipiretici. Fra i principi attivi spiccano i tannini, l’inulina e diversi oli essenziali.
Crocus Sativus o Zafferano: è utile alla digestione, ma possiede anche proprietà lenitive ed immunostimolanti. Fra i principi attivi più consistenti troviamo la crocetina, i fitosteroli, la picrocina glucoside e i carotenoidi.
Legni: mallo di noce o legno dolce.
Esiste una variante alla ricetta originale che prevede la sostituzione dell’Aloe Barbadensis con l’Artemisia Absithiume, ovvero l’Assenzio utilizzato in polvere, che ha proprietà immunostimolanti e tonificanti.

Il rimedio svedese può essere preparato anche in casa.

Ricetta originale

Ingredienti
° 10 g di Aloe
° 10 g di foglie di Cassia
° 10 g di Canfora
° 10 g di Rabarbaro radice
° 10 g di Curcuma radice
° 10 g di Manna
° 10 g di Teriaca Veneziana
° 10 gr di Angelica radice
° 5 g di Carlina radice
° 5 g di Mirra
° 0,2 g di Zafferano

Preparazione
Mettere tutte le erbe a macerare in 1 litro e mezzo di acquavite di grano o di frutta con una gradazione di 40°, in un recipiente dal collo largo, lasciando riposare al sole o nelle vicinanze di una fonte di calore per 15 giorni. Il preparato deve essere mosso e scosso ogni giorno per far sì che le erbe siano sempre miscelate. Trascorsi i 15 giorni il preparato può essere filtrato in bottigliette più piccole, chiuse ermeticamente e conservate in frigo o in un luogo molto fresco. Il liquore ottenuto può essere conservato anche per anni: manterrà comunque inalterate le sue proprietà, infatti più riposa, maggiore sarà il suo effetto. Prima di ogni utilizzo sarà bene scuotere la bottiglietta.

Controindicazioni
La soluzione svedese non presenta di per sé alcuna controindicazione a parte quelle legate alla presenza dell’alcool. Per questa ragione non andrebbe assunto da donne in gravidanza ed allattamento, così come da soggetti che soffrono di esofagite da reflusso, di gastrite o ulcera, e di qualsiasi patologia epatica. Il suo utilizzo topico, sempre per via della presenza di alcool è sconsigliato su zone del corpo particolarmente delicate.

Ovviamente se ne sconsiglia l’uso a soggetti allergici ad uno o più ingredienti.

PROVARE PER CREDERE!!!

CHEWING GUM

Le gomme da masticare sono entrate nelle nostre abitudini, ma si conoscono le origini e gli effetti che hanno sulla salute e l’ambiente, questi prodotti?

L’8 ottobre scorso il regista e attivista canadese Andrew Nisker ha svelato il “lato oscuro” del masticare gomme presentando il suo documentario – Dark Side of the Chew – alla XVIII edizione del Festival CinemAmbiente di Torino.

Il documentario racconta la storia della gomma. Si parlava di chewing gum già 5000 anni fa, composte da linfa di betulla ammorbidita dalla masticazione. I reperti sono stati trovati in Finlandia nel 2007 e si suppone che l’utilizzo fosse puramente ludico (masticare intorno al fuoco mentre si raccontano storie).

Purtroppo, le gomme da masticare oggi, non sono fatte di betulla, ma di vera e propria “plastica”. La materia prima è un polimero derivato dal petrolio, e ciò che le rende elastiche è il polisobutene, un lubrificante dannoso per l’ambiente non biodegradabile e altamente inquinante. Il problema ambientale riguarda anche le tracce lasciate per le strade, delle gomme masticate e buttate per terra. Il costo per la rimozione è pari a dieci volte il costo del prodotto.