LA VERITA’ SULLE CARAMELLE GOMMOSE E GELATINE

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Purtroppo non vengono resi noti gli ingredienti di molti prodotti che finiscono sulle nostre tavole, sopratutto se si tratta di prodotti alimentari che perlopiù mangiano i nostri bambini. Ma come può essere possibile che vengano studiati per i bambini, prodotti che di salubre, non hanno davvero niente?! Dobbiamo renderci conto che l’industria alimentare ci propina un pò di tutto, giocando sulla scarsa conoscenza da parte della maggior parte delle persone, circa la provenienza e l’utilizzo di materiali per realizzare quel determinato alimento.

Pensate che le gelatine alimentari, si ottengono per idrolisi dal collagene, una proteina che rappresenta il componente principale del tessuto connettivo animale (TENDINI, LEGAMENTI, OSSA, CARTILAGINI), solo l’idea mi rabbrividisce!

La gelatina alimentare si ottiene perlopiù dalla pelle del maiale, o di altri animali di allevamento. Usi non alimentari possono richiedere un procedimento più costoso, in quanto si estrae la gelatina dalle ossa. L’industria negli ultimi anni, si sta spostando verso la gelatina di pesce.

Parlando di gelatina di pesce occorre sottolineare che non è la stessa cosa della colla di pesce! Se vi trovate scritto negli ingredienti “colla di pesce”, sta indicare che all’interno di quell’alimento ci sono tessuti animali!

Questa gelatina animale, ovviamente, non è presente nei prodotti vegani. In questo caso viene sostituita da:

_  gomma di guar, carragenina, cellulosa (o amido), l’Agar-Agar, il Bobin, lo Xantano, le carrube, etc

Importante ricordiamo gli ambiti, in cui viene utilizzata la gelatina animale:

_  nell’uso alimentare, si trova in gelati, yogurt,cioccolatini, dolci, caramelle gommose (per bambini), etc; nel caso di alcuni vini o birre, viene utilizzata per dare un effetto di chiarificazione

_ nell’uso farmaceutico, la possiamo trovare in supposte o pastiglie, spesso la si trova nelle capsule che racchiudono il medicinale

_  pellicole fotografiche, inchiostri, adesivi, etc.

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Sapevate che Haribo, con il jingle “Haribo che bontà, che si gusta ad ogni età” (terribibile come poi rimanga impresso nella mente!!), utilizza sin dall’inizio degli anni ’80, prodotti animali anzichè la gomma arabica, per realizzare ogni tipo di caramella gommosa?!

Scegliamo con cura ciò che arriverà sulla nostra tavola, ne vale la nostra salute e quella dei nostri figli.

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SEMI DI ANGURIA

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Sapevate che i semi del cocomero si possono mangiare? I semi dell’anguria fanno bene alla salute, quindi conservateli e non gettateli.

I semi di cocomero sono ricchi di sali minerali, come potassio, magnesio, ferro e di vitamine del gruppo B.

Di seguito tante idee per utilizzare i semi di anguria tra cui conservare i semi di cocomero per l’orto.

1) Conservare i semi per piantarli nell’orto.

Dovrete lavarli e asciugarli con cura. Poi li disporrete su di un vassoio e li lascerete essiccare all’aria aperta. A questo punto li potrete conservare in un sacchetto di carta o in un barattolo di vetro per piantarli nell’orto la prossima stagione.

2) Collana di semi di anguria

Chi ama realizzare dei gioielli fai-da-te può prendere spunto da questa idea per riciclare i semi di anguria. Dovrete lavare e asciugare bene i semi di cocomero, lasciarli essiccare e forare come se fossero delle perline per poi comporre la vostra collana con del filo di nylon.

3) Cuscinetti termici con i semi di cocomero

Per dare vita ai vostri cuscinetti termici fai-da-te da utilizzare al posto della borsa dell’acqua calda o della borsa del ghiaccio potrete scegliere i semi di anguria, oltre ai classici semi di lino o noccioli di ciliegia. Vi basterà conservarli, lavarli e farli asciugare bene prima di utilizzarli.

4) Semi di cocomero tostati

Per preparare i semi di cocomero tostati dovrete innanzitutto lavarli e asciugarli molto bene. Il consiglio è di lasciare asciugare i semi di anguria al sole. Poi potrete tostarli in forno con un filo d’olio e un pizzico di sale, dopo averli disposti su una teglia ricoperta di carta da forno, fino a quando risulteranno ben croccanti. Dovrebbero bastare 10-15 minuti a 180°C.

5) Frullato con polpa e semi di cocomero

Se volete preparare un frullato al cocomero o un cocktail all’anguria potrete benissimo utilizzare anche i semi di questo frutto.

6) Condimento speziato ai semi di cocomero

Con i semi di anguria potrete preparare un condimento speziato in polvere. Ai semi di anguria potrete aggiungere peperoncino essiccato, aglio e sale. Dovrete tostare i semi di anguria e i peperoncini. Poi li macinerete bene e aggiungerete gli spicchi d’aglio macinati e il sale. Essiccherete il tutto al sole, in forno a basse temperature o in un essiccatore. Al posto dell’aglio fresco potrete utilizzare aglio essiccato in polvere.

7) Te’ di semi freschi di cocomero

Per preparare questa bevanda ai semi di cocomero vi serviranno 4 cucchiai di semi di anguria fresca e 2 litri d’acqua. Macinate i semi estratti dall’anguria utilizzando un frullatore o un macinino da caffè. Portate l’acqua ad ebollizione e poi versarla sui semi di anguria tritati, quindi lasciate riposare 10-15 minuti e attendere che la miscela si raffreddi. Infine, filtrate il liquido.

10) Gazpacho con semi di cocomero

A partire dall’anguria potrete preparare un gazpacho o una zuppa fredda molto originale. Potrete tenere da parte i semi di anguria e tostarli per 10-15 minuti in forno con olio extravergine per poi utilizzarli per guarnire la zuppa fredda. Per ottenere la zuppa fredda di anguria dovrete frullare la polpa di questo frutto con yogurt bianco, succo di limone e un cucchiaino di aceto per ottenere un gusto agrodolce.

AMARO SVEDESE

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Le erbe svedesi sono state portate sotto i riflettori della ribalta da Maria Treben che trovò, dopo la morte del medico svedese e rettore della facoltà di medicina Samst, un suo manoscritto, che la stessa Treben, definì “Molto Antico”. Nel manoscritto si sostiene come alcune erbe svedesi, dosate e miscelate assieme, abbiano sull’organismo umano effetti medicamentosi sorprendenti. La Treben trasferì il sapere del manoscritto nel suo libro “La salute della farmacia del Signore”, divenuto talmente tanto famoso da essere tradotto in 20 lingue diverse. Il libro di Maria Treben propone al lettore un rimedio fitoterapico antico, una miscela di 12 erbe che danno vita al famoso preparato svedese; si tratta di una bevanda liquorosa che sfrutta le proprietà di tutte le piante inserite, capaci di contrastare patologie, anche molto gravi, che possono insorgere nell’organismo umano. L’amaro di erbe svedesi, secondo la tradizione, può essere ingerito oppure applicato localmente sulla zona dolorante: analizziamo le sue proprietà terapeutiche a seconda che venga bevuto o applicato sulla pelle.

Proprietà terapeutiche uso interno
Quando il preparato svedese viene assunto per via orale agisce in maniera efficace contro diverse patologie che interessano l’apparato gastrointestinale o i sintomi influenzali; riesce anche a regolarizzare il ciclo mestruale e a far scomparire i disturbi legati al sonno.

Apparato gastrointestinale
Digestione lenta e pesantezza di stomaco: chi ha difficoltà a digerire, o ha una sensazione di pesantezza di stomaco dopo i pasti principali, può assumerne 1 cucchiaino in mezzo bicchiere di acqua tiepida o tisana.

Acidità di stomaco: se durante la digestione si presenta l’acidità di stomaco, si può bere 1 cucchiaino di liquore svedese mescolato in pochissima acqua o tisana (circa 1/4 di bicchiere).

Colite: in caso di coliche, prendere 1 cucchiaio di soluzione svedese per 3 volte al giorno disciolto in 3 dita d’acqua tiepida o tisana.

Stipsi: per combattere l’intestino pigro, è opportuno assumerlo la mattina prima di fare colazione. La posologia consigliata da Maria Treben è di 3 cucchiaia al giorno in 3 dita di acqua tiepida o tisana.

Crampi, gonfiori o dolori addominali: i disturbi all’addome, qualsiasi natura abbiano, possono essere combattuti mescolando 1 cucchiaio e mezzo soluzione ad una tisana calda di finocchio ed anice. Per potenziarne l’effetto si può utilizzare il nostro liquore anche come cataplasma da applicare direttamente sulla zona dolente.

Irregolarità del ciclo mestruale
Per regolarizzare il ciclo mestruale il nostro preparato si deve assumere ogni mattina, prima di fare colazione, a partire dal 14° giorno del ciclo. La posologia indicata da Maria Treben nel suo libro è di 1 cucchiaino non disciolto in acqua. Si dovrà continuare ad assumere il liquore per 14 giorni, ovvero sino alla comparsa del ciclo mestruale. Ripetere la terapia sino alla regolarizzazione ottimale.

Disturbi del sonno
L’insonnia che può essere guarita attraverso l’uso costante di questo liquore, è quella provocata da disfunzioni epatiche o problemi gastrointestinali. In questo caso è sufficiente assumere 1 cucchiaino di amaro svedese disciolto in acqua o tisana, prima d’andare a dormire.

Infezioni da vermi
Le erbe svedesi agiscono da vermicide negli adulti. La posologia corretta è un cucchiaio dopo i pasti ed una prima di andare a dormire, non disciolti in acqua.

Influenza
Quando si è colti dai sintomi da raffreddamento si può utilizzare questo amaro di erbe svedesi per via orale: si dovrà assumere 1 cucchiaio di amaro prima dei pasti principali, 3 volte al giorno, disciolto in acqua tiepida o tisana.

Altri disturbi
Tutti i disturbi descritti all’interno del libro di Maria Treben possono essere affrontati dall’amaro svedese assumendone 3 cucchiaini al giorno diluiti in acqua o tisana; questa è la posologia corretta per contrastare tutte le infezioni all’apparato genitale, come la candida, alle vie urinarie, in particolar modo la cistite, oppure patologie legate al fegato. Come il liquore svedese, è molto efficace in caso di pesantezza di stomaco, disturbi ai reni o al fegato, la soluzione Shoum, anch’essa considerata un rimedio naturale risolutivo.

Prevenzione
Per prevenire i malanni, Maria Treben consiglia l’assunzione di un cucchiaino di soluzione alle erbe svedesi al mattino ed alla sera, non necessariamente diluito in acqua.

Proprietà terapeutiche uso esterno
Il preparato alle erbe svedesi può essere adoperato per combattere diverse affezioni, anche con uso topico; solitamente si utilizza il liquore svedese direttamente sulla parte dolorante per contrastare patologie legate alle vie respiratorie, alle malattie esantematiche che prevedono eruzioni cutanee, ai dolori articolari ed al mal di pancia, così come alle infezioni da vermi nei bambini. E’ efficace anche per combattere i problemi agli occhi, alle orecchie o ai denti, le emorroidi e i dolori al seno durante il ciclo o l’allattamento. Viene utilizzato anche in casi di scottature.

Suffumigi: portare l’acqua ad ebollizione e inserire la quantità di gocce di amaro svedese necessarie. Inalare per almeno 10-15 minuti affinché sia efficace.

Sciacqui del cavo orale o gargarismi: inserire la quantità di gocce necessarie a risolvere il problema in un bicchiere di acqua tiepida.
Viene utilizzato anche nel mal di denti.

Disturbi all’apparato respiratorio
Naso chiuso: per sbloccare il naso chiuso e curare i disturbi da raffreddamento, Maria Treben consiglia di eseguire i suffumigi 2 volte al giorno. La posologia è di 4 cucchiai di amaro svedese in un litro d’acqua: le inalazioni, per avere effetto, devono prolungarsi per almeno 10 minuti.

Tosse: la tosse è solitamente provocata dalla presenza di muco nella laringe o nei bronchi. Per sciogliere il muco e placare la tosse possono essere eseguiti i suffumigi 3 volte al giorno. Per prepararli dovranno essere utilizzati 4 cucchiai di questo liquore in un litro e mezzo di acqua.

Mal di gola: il mal di gola si può debellare con i gargarismi, facendo sciogliere 2 cucchiai di liquore alle erbe in un bicchiere di acqua tiepida. I gargarismi dovranno essere ripetuti 3-4 volte al giorno, o comunque al bisogno.

Mal di testa: applicare il preparato alle erbe con un impacco imbevuto di acqua fredda direttamente sulle tempie. Mantenere la pezzuola sulla fronte per almeno un quarto d’ora.

Sinusite: applicare una garza imbevuta d’amaro direttamente sulla fronte. Contemporaneamente devono essere passate gocce d’amaro su nuca, gola, tempie e polmoni.

Malattie esantematiche ed eruzioni cutanee
Tutte le malattie esantematiche, così come le patologie che prevedono la comparsa di eruzioni cutanee come la psoriasi, possono essere affrontate applicando sulla zona delle gocce di preparato svedese. L’amaro risulta efficace anche se utilizzato su un panno imbevuto.

Dolori articolari
Qualsiasi dolore articolare può essere placato attraverso l’utilizzo di un impacco del preparato svedese, da applicare più volte al giorno al bisogno.

Mal di pancia e dolori addominali
Oltre ad utilizzare l’amaro per via orale, quando si presentano mal di pancia o dolori addominali si possono eseguire impacchi da porre sulla parte dolorante per trovare subito sollievo.

Infezioni da vermi nei bambini
Se le infezioni da vermi negli adulti vengono contrastate con il preparato alle erbe assunto per via orale, nei bambini si ha un ottimo risultato con il suo uso topico. L’impacco deve essere posto sul pancino intorno all’ombelico.

Disturbi agli occhi, alle orecchie, ai denti
I disturbi agli occhi, alle orecchie ed ai denti possono essere affrontate mediante l’uso topico della soluzione. Per gli occhi si dovrà preparare una soluzione composta da 20 gocce di soluzione in un bicchiere d’acqua. Basterà applicare la soluzione sugli occhi mediante un dischetto idrofilo, come quelli che vengono utilizzati comunemente per struccarsi. La soluzione deve essere tenuta sulle palpebre per 20 minuti: l’operazione deve essere ripetuta 2-3 volte al giorno.

Chi soffre di fastidio o dolore alle orecchie, o chi avverte ronzii, può applicarne 3-4 gocce direttamente sul cotone idrofilo ed introdurlo, ovviamente in maniera delicata, nell’orecchio malato.

Per i denti, la soluzione più efficace sembra essere l’esecuzione di gargarismi con un cucchiaino di preparato alle erbe svedesi disciolto in un bicchiere d’acqua. L’operazione deve essere eseguita più volte al giorno sino alla scomparsa del dolore.

Emorroidi
Le emorroidi possono essere debellate applicando direttamente sulla parte poche gocce di soluzione svedese su cotone idrofilo. Questa operazione deve essere eseguita solo una volta al giorno fino alla completa scomparsa.

Dolori al seno
Durante l’allattamento o anche il ciclo mestruale il seno può apparire dolorante e teso: per lenire il dolore si può strofinare la zona con una pezzuola imbevuta in acqua calda, nella quale sono state introdotte alcune gocce di soluzione svedese.

Il preparato svedese non possiede solo delle sorprendenti proprietà mediche, ma può portare ragguardevoli miglioramenti anche a livello estetico. Sono affrontati, ad esempio, in maniera risolutiva i calli e le verruche: basterà utilizzare un po’ di cotone idrofilo imbevuto di soluzione svedese direttamente sulla zona interessata, e ripetere l’operazione per due o tre giorni, fino alla completa scomparsa. Questa soluzione alle erbe ha dimostrato di dare ottimi risultati anche per vellutare le cicatrici e le smagliature. Per risolvere questi inestetismi si possono eseguire dei cataplasmi uno o due volte al giorno, meglio la mattina e la sera, per almeno 2 mesi.

L’amaro svedese originale prevede l’utilizzo di 12 erbe. Ciascuna di esse potenzia il preparato con delle proprietà curative e medicamentose che nell’insieme gli conferiscono la forza guaritrice che chi l’ha già provato gli riconosce. Vediamo quindi nel dettaglio quali sono le piante impiegate nel composto e quali proprietà possiede ciascuna:

Aloe Vera o Aloe Barbadensis: questa pianta, le cui proprietà antibiotiche, antinfiammatorie, immunostimolanti e germicide sono riconosciute da tempo, contiene diversi principi attivi come l’acido cinnamico, gli antrachinoni catartici e i glucomannani.
Cassia Angustifolia o Senna: all’interno del preparato vengono utilizzate le foglie di cassia. Ha proprietà lassative ed è molto efficace nella lotta alle emorroidi: tra i principi attivi ricordiamo i derivati antracenici, ed in particolar modo i sennoidi, ed i derivati naftalenici; è ricca di flavonoidi.
Cinnamonum Canphora: per la realizzazione del preparato si utilizza solo la Cinnamonum Champhora di origine cinese che contiene un’alta percentuale di canfora, che non è il nome della pianta come erroneamente si pensa, bensì il suo principale principio attivo. Ha proprietà anestetiche ed antibatteriche.
Rabarbaro o Rheum Palmatum: si sfruttano solo le radici della pianta che importanti effetti sull’intestino; infatti, se la radice di rabarbaro è assunta in dosi elevate ha potere lassativo, mentre nel caso in cui si ingerisca a piccole dosi ha l’effetto contrario, bloccando episodi di diarrea. Regola inoltre la secrezione gastrica e biliare, migliorando le funzionalità digestive. Tra i principi attivi ricordiamo i flavonoidi, i tannini, l’emodina, la reina, l’aloemodina, e i glicosidi diantroici.
Curcuma Zedoaria o semplicemente Zedoaria: si utilizzano solo le radici di questa pianta dalle proprietà antisettiche ed antiossidanti. Tra i principi attivi si riconoscono i monoterpeni e i curcuminoidi.
Fraxinus Ornus, meglio noto come Manna: ha proprietà coadiuvanti nel mantenimento dell’equilibrio intestinale. Non è una pianta, ma la linfa del frassino. Contiene mannitolo e stachilosio, due zuccheri, e tra i princi attivi spiccano i derivati cumarinici, tra cui il faxoside.
Teriaca Veneziana: non è una pianta, ma una miscela d’erbe dai diversi utilizzi medicamentosi. Tra le erbe solitamente utilizzate per comporre la teriaca veneziana troviamo la genziana, l’anice, la menta, il cardo mariano, la lavanda, la gramigna, il ginepro, l’iperico, la liquirizia e diverse altre.
Angelica Archangelica o Angelica: questa pianta ha proprietà espettoranti, digestive e anti acidità. Contiene ostenolo, ostolo, angelicina, xantossina e tannini.
Commiphora Myrrha o Mirra: stimola la peristalsi e l’eliminazione dei gas intestinali; ha proprietà espettoranti, antispasmodiche ed antibatteriche, tra i principi attivi più importanti si possono ricordare diversi terpeni come il pinene ed il limonene, ma è anche ricca di fenoli, eugenolo, aldeide cuminica, cinnemaldeide, sequiterpenici.
Carlina Vulgarisi o Acaulis o semplicemente Carlina: per il preparato si utilizza solo la radice di questa pianta che ha proprietà diuretiche, digestive e cicatrizzanti, oltre ad avere buoni effetti antipiretici. Fra i principi attivi spiccano i tannini, l’inulina e diversi oli essenziali.
Crocus Sativus o Zafferano: è utile alla digestione, ma possiede anche proprietà lenitive ed immunostimolanti. Fra i principi attivi più consistenti troviamo la crocetina, i fitosteroli, la picrocina glucoside e i carotenoidi.
Legni: mallo di noce o legno dolce.
Esiste una variante alla ricetta originale che prevede la sostituzione dell’Aloe Barbadensis con l’Artemisia Absithiume, ovvero l’Assenzio utilizzato in polvere, che ha proprietà immunostimolanti e tonificanti.

Il rimedio svedese può essere preparato anche in casa.

Ricetta originale

Ingredienti
° 10 g di Aloe
° 10 g di foglie di Cassia
° 10 g di Canfora
° 10 g di Rabarbaro radice
° 10 g di Curcuma radice
° 10 g di Manna
° 10 g di Teriaca Veneziana
° 10 gr di Angelica radice
° 5 g di Carlina radice
° 5 g di Mirra
° 0,2 g di Zafferano

Preparazione
Mettere tutte le erbe a macerare in 1 litro e mezzo di acquavite di grano o di frutta con una gradazione di 40°, in un recipiente dal collo largo, lasciando riposare al sole o nelle vicinanze di una fonte di calore per 15 giorni. Il preparato deve essere mosso e scosso ogni giorno per far sì che le erbe siano sempre miscelate. Trascorsi i 15 giorni il preparato può essere filtrato in bottigliette più piccole, chiuse ermeticamente e conservate in frigo o in un luogo molto fresco. Il liquore ottenuto può essere conservato anche per anni: manterrà comunque inalterate le sue proprietà, infatti più riposa, maggiore sarà il suo effetto. Prima di ogni utilizzo sarà bene scuotere la bottiglietta.

Controindicazioni
La soluzione svedese non presenta di per sé alcuna controindicazione a parte quelle legate alla presenza dell’alcool. Per questa ragione non andrebbe assunto da donne in gravidanza ed allattamento, così come da soggetti che soffrono di esofagite da reflusso, di gastrite o ulcera, e di qualsiasi patologia epatica. Il suo utilizzo topico, sempre per via della presenza di alcool è sconsigliato su zone del corpo particolarmente delicate.

Ovviamente se ne sconsiglia l’uso a soggetti allergici ad uno o più ingredienti.

PROVARE PER CREDERE!!!

CHEWING GUM

Le gomme da masticare sono entrate nelle nostre abitudini, ma si conoscono le origini e gli effetti che hanno sulla salute e l’ambiente, questi prodotti?

L’8 ottobre scorso il regista e attivista canadese Andrew Nisker ha svelato il “lato oscuro” del masticare gomme presentando il suo documentario – Dark Side of the Chew – alla XVIII edizione del Festival CinemAmbiente di Torino.

Il documentario racconta la storia della gomma. Si parlava di chewing gum già 5000 anni fa, composte da linfa di betulla ammorbidita dalla masticazione. I reperti sono stati trovati in Finlandia nel 2007 e si suppone che l’utilizzo fosse puramente ludico (masticare intorno al fuoco mentre si raccontano storie).

Purtroppo, le gomme da masticare oggi, non sono fatte di betulla, ma di vera e propria “plastica”. La materia prima è un polimero derivato dal petrolio, e ciò che le rende elastiche è il polisobutene, un lubrificante dannoso per l’ambiente non biodegradabile e altamente inquinante. Il problema ambientale riguarda anche le tracce lasciate per le strade, delle gomme masticate e buttate per terra. Il costo per la rimozione è pari a dieci volte il costo del prodotto.

CROSTATA DI FRUTTA CRUDISTA

Adoro i dolci crudisti! L’impatto del loro colore è così forte che ne rimani estasiato. Consiglio a chi non ne ha mai assaggiato uno, di provare con questa ricetta.

Per prima cosa si realizza la base della nostra crostata, con mandorle e datteri. Occorrerà frullarli con un mixer, fino a rendere un composto abbastanza morbido, da poter stendere su di una teglia. Nel frattempo che lasciamo consolidare bene la base della nostra crostata, prepariamo una delicatissima crema con del  mango. Successivamente si decora con frutta a piacere.  Buon appetito!
Ingredienti per la base

  • 2 tazze di mandorle
  • 1 tazza di datteri

Per la crema

  • 2 manghi maturi
  • 2 tazze e 1/2 di anacardi
  • 3 cucchiaini di succo d’agave o miele

Frutta a piacere per la decorazione

Procedimento per la base

  1. Mettere a bagno i datteri per 30 minuti
  2. Frullare le mandorle fino ad ottenere una granella non troppo sottile
  3. Trascorso il tempo necessario per l’ammollo frullare i datteri fino ad ottenere una pasta omogenea
  4. Unire la pasta di datteri, il sale e la granella
  5. Utilizzando un teglia per crostate, possibilmente in alluminio (tipo usa e getta) di 29 cm di diametro, stendere il composto sul fondo e lungo i bordi
  6. Riporre in frigorifero intanto che si prepara la crema

per la crema al mango

  1. Mettere in ammollo gli anacardi per 30 minuti almeno
  2. Frullare tutti gli ingredienti fino al raggiungimento di una crema liscia e omogenea, fare attenzione alla temperatura, fermarsi e attendere prima di continuare a frullare

per terminare

  1. Stendere la crema all’interno della crosta
  2. A parte tagliare la frutta che si preferisce a fette e disporla sulla crema
  3. Bagnare la superficie della torta con succo di limone, questo eviterà che la frutta annerisca
  4. Riporre in congelatore per 4 ore

ZUCCHERI NASCOSTI NEI CIBI COSIDETTI “SALUTARI”

Un film svela gli effetti degli zuccheri nascosti nei cibi “salutari”. In due mesi il regista è ingrassato di oltre otto chili, con effetti sull’umore. Un regista australiano, Damon Gameau, ha realizzato un film, “That Sugar Film”, in cui documenta l’esperimento alimentare che ha condotto per due mesi. Il regista ha infatti eliminato dalla propria dieta i cibi freschi e quelli che sono ritenuti i maggiori responsabili dell’apporto di zuccheri aggiunti, come bevande zuccherate, gelati e dolci. Ha così consumato solo prodotti considerati salutari, come yogurt con pochi grassi, succhi di frutta, barrette e cereali, assumendo la stessa quantità di calorie della sua dieta normale. Dopo circa diciotto giorni al regista è stato diagnosticato un ingrossamento del fegato e dopo due mesi è ingrassato di otto chili e mezzo, mentre il suo punto vita è aumentato di dieci centimetri. Da evidenziare, gli effetti collaterali sull’umore: sonnolenza, apatia, nervosismo e depressione.
Il problema è lo zucchero che assumiamo inconsapevolmente
Il film, che in Australia è già uscito nelle sale e viene richiesto anche dalle scuole, sarà trasformato in un libro e vuole mettere in guardia dai falsi miti creati dalla pubblicità, svelando come gli zuccheri aggiunti ai prodotti industriali siano nascosti anche dove saremmo indotti a pensare che non lo siano. Quì tendiamo ad evidenziare di controllare sempre le etichette, prima di mettere qualsiasi prodotto nel nostro carrello. Il problema di base, non sta nello zucchero che mettiamo nel caffè o nel tè, ma quello che assumiamo inconsapevolmente. Ci sono persone, afferma il regista australiano, che a fine giornata mangiano una tavoletta di cioccolato o un gelato, senza sapere che durante il giorno hanno già assunto l’equivalente di trenta cucchiaini di zucchero da altri alimenti industriali.

LEUCOCITOSI DIGESTIVA

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Nel 1930 è stata condotta una ricerca per dimostrare gli effetti del cibo cotto e raffinato sul nostro sistema immunitario. Lo studio viene svolto dall’istituto di chimica clinica di Losanna in Svizzera, sotto la direzione del Dr. Paul Kouchakof e riguarda la produzione dei leucociti (globuli bianchi).

Si è scoperto che dopo l’ingerimento di un cibo cotto il sangue risponde immediatamente aumentando il numero di queste cellule. L’aumento del numero di leucociti dopo mangiato è un fenomeno ormai noto che prende il nome di “leucocitosi digestiva”.

Questo fenomeno è sempre stato considerato dalla medicina moderna, come una risposta fisiologica da prassi dopo un pasto cotto.

In passato nessuno conosceva la ragione per cui aumentassero i globuli bianchi, si collegava il fatto principalmente allo stress, come se il corpo stesse reagendo a qualcosa di nocivo esattamente allo stesso modo che avviene quando ci esponiamo a delle sostanze tossiche, a un’infezione o ad una ferita cutanea.

Mentre Kouchakof e il suo team studiando l’influenza del cibo sulla salute umana hanno fatto una scoperta notevole. Hanno visto che mangiare cibi crudi o cibi riscaldati a basse temperature (sotto i 45°) non provoca nessuna reazione nel sangue. Se invece, un cibo viene scaldato oltre la temperatura di 45°, o se il cibo è un prodotto raffinato, questo provoca ogni volta, un aumento del numero di globuli bianchi nel sangue.

I ricercatori hanno ribattezzato questa reazione in “leucocitosi patologica” visto che avviene solo dopo l’ingerimento di alimenti alterati chimicamente dalla temperatura o da altre sostanze. Gli alimenti crudi e al naturale vengono quindi visti dal corpo come “amici”, ma se gli stessi alimenti li riscaldiamo sopra ad una certa temperatura essi causano una reazione negativa nel sangue, una reazione che è presente solo quando il corpo è invaso da un agente patogeno o da brutte esperienze traumatiche. È stato dimostrato che i peggiori cibi, ovvero quelli che aumentano notevolmente la leucocitosi sono i cibi raffinati come la farina bianca, il riso bianco o i cibi omogeneizzati o pastorizzati. La pastorizzazione infatti nata per uccidere i batteri per favorire una lunga conservazione è un processo che espone il cibo ad una temperatura che va dai 60 C° agli 85 C° rendendolo così un cibo “morto” e difficilmente riconoscibile dall’organismo come appunto cibo.

Altre ricerche hanno dimostrato che mangiare cibi cotti dopo un pasto crudo diminuisce il fenomeno della leucocitosi del 50%. Anche la masticazione ha un ruolo fondamentale. Masticando a lungo un cibo raffinato ne riduciamo ulteriormente la dannosità, abbassando ancora la leucocitosi che si forma dopo l’ingerimento.

L’ideale sarebbe sostituire i cibi cotti con alimenti crudi.